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Il risvolto

Rischiano di svanire gli interventi dell'Acea

Paolo Di Lorenzo Ato 3 e sfruttamento delle risorse idriche della provincia di Rieti non solo restano due questioni irrisolte ma stanno penalizzando oltremodo il rilancio del nostro territorio.

Tutto parte dai «giochi» di potere che, in tutti questi anni, si sono svolti a Roma e in Regione, con il complice benestare dell'Amministrazione Provinciale di Rieti. Alla vigilia della campagna elettorale il candidato Costini ha tentato un'accelerazione. Prima su Alemanno e poi, a cascata, su Acea. Sembrava cosa fatta, al di là dell'esito delle elezioni, ma poi quando Cremonesi si è riseduto al tavolo delle trattative con il rieletto Melilli sono affiorati i problemi di sempre. Il capo della Provincia sabina ha una visione sua delle cose e se prima poteva contare sulla «sponda» dei sindaci Rutelli e Veltroni, ora c'è Alemanno che vuole «spoliticizzare» l'impostazione rossa di Melilli e del centro-sinistra. L'Acea ha deciso di aiutare Rieti. Il sindaco di Roma ha mantenuto l'impegno preso otto mesi fa con i suoi amici di sempre: Giuseppe Emili e Chicco Costini. Ma è come se la Provincia non si volesse far aiutare. O meglio, fosse irrigidita su una sua agenda delle priorità che non può essere condivisa dal nuovo management-Acea e dal centro-destra. Registi di tutta l'operazione, almeno sino ad oggi, sono stati Felice Costini e un intelligente Angelo Cicolani che, per mesi, ha tessuto la ragnatela dei pre-accordi con il presidente di Acea Giancarlo Cremonesi.

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10/07/2009










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