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Basket A1 Comincia oggi la settimana decisiva per le sorti della formazione reatina

Sebastiani, l'ora della svolta La soluzione è dietro l'angolo

Si stanno mettendo a punto le strategie per definire gli accordi Cicolani e Costini assicurano interventi. Papalia prepara l'alternativa

Roberto Di Loreto Che possa essere oggi la giornata della svolta non è una certezza. Ma un auspicio sì. Non foss'altro per il fatto che il tempo corre e la linea della vita o della morte (11 luglio) è a dir poco prossima. Ieri ovviamente è stata una giornata interlocutoria, in cui probabilmente tutte le parti coinvolte hanno più pensato a stilare ad una strategia definitiva che non ad agire. Una domenica che, si spera, dovrebbe aver portato defintivamente consiglio nella testa di chi, prima e dopo, ha lavorato all'operazione Acea. Sarà stato così per il senatore Cicolani, che a più riprese ha manifestato la volontà di ricucire gli strappi esistenti. Sarà stato così per l'assessore Costini, forte di una responabilità civile che il largo consenso avuto comunque gli attribuisce e conferisce forza. Sarà stato così per il presidente Papalia, sempre vigile di fronte al trillare del suo telefonino, in attesa di buone nuove. Lo scenario è arcinoto e per certi versi stucchevole nei contenuti. La sensazione è che in questi giorni Papalia, sollecitato anche da una piazza oggi tornata unanime nel segno del suo impegno, abbia provato a trovare qualche soluzione alternativa. In questa direzione un paio di colloqui che Papalia dovrebbe avere, attraverso canali aperti e alimentati da lui stesso e dal suo peso imprenditoriale, da qui a mercoledì, quando i giochi dovranno essere necessariamente fatti per avere i tempi tecnici per sanare il gap rilevato dalla Comtec. E mentre in città si fantastica anche sul nome del vice coach (Melillo?) che possa aiutare Bryant nel processo di ambientamento comunque necessario, resta lo stupore per la gestione di una vicenda che sorprende non tanto per l'esito a rischio quanto per la dilatazione inconcepibile dei tempi. Come dire, meglio un no secco che non un «ni» eterno. Perlomeno nella vita di tutti i giorni. Ma la politica, è noto, ha altri ritmi e cadenze. Ed è storicamente piena di «ni». Sperando che, stavolta, sia sì.

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06/07/2009










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