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Preoccupati i ricercatori dell'Istituto di geofisica per i fenomeni avvenuti a nord dell'Aquila

Terremoto, 3 scosse scuotono la Sabina Cresce la paura per un sisma più forte

Epicentro tra Amatrice e Montereale: in molti tornano a dormire nelle auto

Paolo Di Lorenzo La terra trema ancora: ore 02.24, ore 12.21 e ore 13.04. Epicentro tra Amatrice e Montereale, in territorio reatino. Le scosse sismiche di queste ultime ore, avvertite dalla popolazione e registrate dalla strumentazione tanto nella nostra provincia che in quella de L'Aquila, rientrano, pur essendo di significativa magnitudo, non solo in quello che i tecnici dell'Ingv (Istituto di Geofisica e Vulcanologia) definiscono «progressivo decadimento» di un sisma forte, come quello del 6 aprile, ma anche in un terremoto nuovo, in una faglia nuova. Quello che preoccupa i ricercatori è quanto sta avvenendo a nord de L'Aquila, proprio verso la nostra provincia reatina, in particolare nella zona compresa tra il lago di Campotosto e Amatrice: qui sono giorni ormai che le strumentazioni registrano repliche sismiche. «Stiamo seguendo il fenomeno con attenzione e preoccupazione - dice il sismologo Fabrizio Galadini, direttore della sezione milanese dell'Ingv - perché sicuramente c'è migrazione sismica. Quella faglia dei Monti della Laga può generare terremoti forti, però precisiamo che non è detto possa accadere. E' un fenomeno che oltre ad essere importante dal punto di vista sismogenetico è anche preoccupante, senza per questo voler da parte nostra creare allarmismo. Tocca ad altri, alla protezione civile, decidere e pianificare il da farsi». L'ultimo terremoto importante nella zona della Laga risale al 1639, e fu l'area di Amatrice ad essere colpita, anche se in misura non paragonabile per gravità a quella del 6 aprile scorso nell'aquilano, « ma la faglia appenninica a ridosso dei Monti della Laga e che corre lungo il versante occidentale degli stessi ha sicuramente una sismicità che si colloca su quell'area e va seguita con attenzione». Il sismologo dell'Ingv precisa che «ad oggi non esiste alcun modo per capire l'evoluzione di un fenomeno sismico in corso. Il problema è sicuramente di protezione civile, il nostro compito è quello di comunicare quello che registriamo e quello che si ritiene possa essere un'evoluzione del fenomeno. Noi siamo solamente ricercatori», sottolinea Galadini.

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04/07/2009










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