Dopo la prova della maxi scheda per il primo turno elettorale, ieri è toccato al simil lenzuolo giallo per votare il presidente della Provincia e alle tre schede viola-verde-beige altrettanto complesse da segnare. Colpa stavolta, più che delle dimensioni, dei testi. Ben trentotto righe fitte fitte e stampate per tutta la lunghezza nella scheda viola, da leggere d'un fiato per l'improvvido elettore prima di puntare la matita copiativa sul si o sul no. Stesso dilemma per la scheda beige dove il testo da leggere e soprattutto da interpretare, è stampato su 27 righe, ahinoi, destinate solo agli elettori con vista da aquila. Sarà forse per questo che per i soli referendum molti votanti hanno scelto più volentieri di votare la sola scheda verde. Ancora più complicato il voto dell'elettore daltonico: è capitato nella mattinata di ieri per un signore in difficoltà cronica con i colori. Tanta attesa dentro la cabina per leggere il papier delle schede e qualche difficoltà pure per inserirle nell'urna per colpa della varietà dei colori. E se i reatini si sono fatti pregare per andare alle urne sottocasa non è stato così per un giovane romano con residenza in città che ha sfidato traffico domenicale ed intemperie solo per poter esercitare il suo diritto. Tutto liscio nei seggi di città e qualche colpo di scena a Piazza Tevere dove nella sede della scuola destinata a seggio elettorale numero 30 durante le operazioni di voto è venuto giù l'intonaco a causa della pioggia battente di ieri mattina che si è infiltrata nel soffitto. Nota di colore sul fronte dei pasti destinati alla forza pubblica in servizio nelle sezioni elettorali: differenti i ristoranti convenzionati e sfida per il menù più sfizioso consumato al tavolo oppure, per i meno fortunati, direttamente nei locali del seggio con piatti senza troppe pretese.
Vai alla homepage
22/06/2009