Pasquetti, cosa ci sarà nel futuro della Ircop? «Come annunciato dal presidente Marzio Leoncini, siamo in una fase di studio, tesa a garantire il miglioramento organizzativo della nostra struttura. Ci saranno quindi novità che il presidente credo annuncerà a breve. Forse cambieremo nome al club? Forse cambieranno in bianconero i colori del club? Forse si tornerà a giocare al PalaSojourner? Tutto questo lo sapremo presto...». Quali sono le strategie messe in atto? «È ormai da tempo che anche nello sport si parla di low cost. Vogliamo che la squadra del prossimo anno, sia un team costruito a prezzi giusti e contenuti, tenendo conto della qualità dei giocatori di un club che continua ad aumentare la propria credibilità». Quindi ci sarà più austerità nei vostri programmi? «Credo in parte, questa nuova filosofia di comportamento, se così si può definire, è una sorta di austerità volontaria. Nasce prima e si è acuita oggi con la crisi attuale. Già nel luglio 2008, moltissimi presidenti di club del basket, dichiaravano di voler rivolgere la propria attenzione altrove, o quantomeno allestire squadre con prodotti locali, a prezzi meno costosi rispetto al 2007. Quindi il low cost, in questo senso, diventa una necessità, una modalità di spesa più moderna e rappresentativa di un club del nostro tempo, e non contrasta assolutamente, anzi lega benissimo, con il concetto del rapporto qualità-prezzo. Il contratto contenuto del giocatore, non deve esser considerato sinonimo di bassa qualità, ma considerarlo invece come una sana e corretta operazione gestionale del Club, tesa a garantire il futuro di questa disciplina sportiva».
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22/06/2009