La decisione è stata presa dopo un ampio dibattito con le proprie Rsu e gli iscritti, sulla grave crisi del territorio civitonico. Consapevoli dei grandi problemi che sono già presenti, e che si verranno a creare per i lavoratori e le loro famiglie, i tre sindacati hanno convenuto di doversi attivare affinché, qualora si rendesse necessario, tutti i soggetti interessati facciano la propria parte. In tal senso è stato rivolto un appello alle forze politiche, alle istituzioni, agli imprenditori, a Confindustria e Federlazio, affinché il loro contributo sia determinante per fronteggiare la crisi. Femca, Uilcem e Fialc annunciano che «una eventuale risposta negativa vedrà il coinvolgimento di tutti i lavoratori iscritti e non che con il loro supporto renderanno ancora più forte la vertenza in atto. L'obiettivo primario al tavolo di concertazione sarà quello di creare le condizioni per un impegno forte e duraturo da parte del governo». Gigli, Ricchiuto e Pantaleo concludono con un invito alla Filem-Cgil dicendo che «le fughe in avanti, le azioni solitarie, le logiche populistiche e di sigla non pagano; la vertenza in atto è nata ed è stata richiesta unitariamente da Filcem Cgil, Femca Cisl Uilcem Uil Nazionali, non può e non deve essere svilita da azioni solitarie locali».
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02/03/2009