È scaturita la necessità di istituire un tavolo tecnico, composto da membri della Regione e delle associazioni private e non (Aris, Aiop, Confindustria, Don Gnocchi e Federlazio sanità), con l'obiettivo di rivedere tutti i numeri previsti dalle strutture accreditate per individuare eventuali incongruenze e raggiungere l'obiettivo dell'1 per mille posti letto per abitante». Il lavoro del tavolo tecnico si concluderà il 28 febbraio, in modo che alla data del 31 marzo si potrà giungere a degli accordi.
Nel frattempo, già dalla prossima settimana, si terranno una serie di incontri. «Noi avevamo ed ancora abbiamo una forte preoccupazione per le sorti della nostra realtà sanitaria — ha sottolineato Mastrogregori — Il punto fondamentale è che il raggiungimento di 1 posto letto per mille abitanti abbia una connotazione territoriale, perché se il calcolo si fa su indice regionale, rischiamo di realizzare proprio quanto proposto dalla bozza preliminare. Noi ci aspettiamo che si tenga conto della connotazione locale anche per una questione di buon senso — conclude Mastrogregori — perché non si possono costringere i cittadini a fare 100 km per andarsi a curare».
Anche il consigliere comunale del Pd, Mario Quintarelli, esprime preoccupazione sulle sorti della lungodegenza provinciale chiedendo al sindaco Marini quale iniziativa intenda intraprendere per evitare che il territorio viterbese venga nuovamente penalizzato. «L'indice di disponibilità dei posti letto — dice Quintarelli — secondo lo standard nazionale deve essere almeno di 3,3 ogni 1000 abitanti. Nella nostra provincia, attualmente abbiamo 2,6 posti letto per 1000 abitanti, ovvero circa 80 posti letto in meno». Dal canto suo, il capogruppo del Pd alla Regione, Parroncini, dopo aver lanciato per primo l'allarme lo scorso 17 gennaio, ora parla di infondato allarmismo. Evviva la coerenza.
Vai alla homepage
23/01/2009