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Emergenza La Capitale vuole liberarsi di alcuni campi e la provincia di Rieti potrebbe essere costretta ad ospitarne uno. «No e Alemanno ci deve promettere che questo non potrà succedere»

I nomadi romani in Bassa Sabina? Valentini: «Abbiamo già gli eritrei arrivati a Lampedusa, non sperperiamo altre risorse»

Paolo Di Lorenzo
Ancora troppi nomadi nelle borgate romane, meglio se distribuiti anche in altre province laziali. Il concetto va avanti da oltre un anno. C'era anche un semi-accordo tra l'ex sindaco Veltroni e il prefetto di Roma (oggi commissario straordinario per l'emergenza-nomadi).

Ora l'argomento sta tornando in auge e in Bassa Sabina tremano, perchè un Comune di quella zona sarebbe stato individuato come possibile campo.
«La Destra di Rieti si oppone a un'eventuale dislocamento di campi nomadi nella nostra provincia - taglia corto il capogruppo della Destra al Comune di Rieti, Claudio Valentini - Domani (oggi per chi legge ndr) 15 gennaio, infatti, si terrà un incontro tra il Prefetto della Provincia di Roma nonché commissario all'emergenza nomadi, i sindaci della provincia di Rieti, il presidente Fabio Melilli e il Prefetto di Rieti per discutere di questa ipotesi. È bene che si ricordi che ogni volta che sorgono o arrivano insediamenti di tale genere, la comunità che li ospita vede spesso stravolta la propria serenità e il proprio senso di sicurezza. Inoltre, non saremo disponibili a sostenere i costi di tale operazione, come avvenuto, ad esempio, in passato per il Comune di Roma, che ha sperperato risorse pubbliche per una scolarizzazione e un'assistenza rivelatesi poi fallimentari».
La comunità reatina, ad esempio, sta già sostenendo i costi di ospitalità degli oltre cento stranieri arrivati via-mare a Lampedusa. Sono ancora tutti in attesa di asilo politico. «Eventuali fondi da indirizzare a questa operazione-nomadi - ha aggiunto Valentini - inevitabilmente inciderebbero sulle tasche delle famiglie reatine più deboli; sarebbe un affronto dal punto di vista economico. La Destra è pronta a vigilare sulle decisioni politiche romane che vedono nel territorio laziale la soluzione per dislocare gli zingari della Capitale. In passato, in politica - conclude Valentini - vi erano persone con gli attributi, sia di destra che di sinistra, pronte a rischiare la vita per affermare le proprie idee, oggi, al contrario, la maggior parte dei politici non è disposta a rischiare nemmeno la poltrona per affermare il proprio pensiero. Noi, invece, abbiamo il coraggio di dire che gli zingari di Roma sul nostro territorio non li vogliamo. Questa città ha fatto della sicurezza uno dei suoi punti di forza, non permetteremo che ci tolgano anche questo».

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15/01/2009










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