In sostanza SuperNova è stata azzerata (e le sue trasmissioni ancora non possono riprendere) mentre per le altre emittenti il furto ha riguardato attrezzature per poche migliaia di euro.
La domanda che si stanno ponendo i proprietari, vittime dei ladri, è se la banda sia stata disturbata nel corso del blitz, non terminando di fatto il colpo oppure se i piccoli furti alle radio siano serviti per tentare di depistare le indagini su un possibile dispetto nei confronti di SuperNova, bersaglio dei danni maggiori. Furto o dispetto che sia, da tre giorni la redazione reatina di SuperNova è muta e lo resterà almeno per un'altra settimana. Al centralino della sede di via dell'Elettronica stanno arrivando decine di telefonate di solidarietà da parte dei telespettatori.
«Noi ancora non siamo in condizione di poter trasmettere - ha osservato l'editore della storica emittente regionale che da qualche mese ha aperto la redazione della provincia di Rieti - perché trasmettitori, ricevitori, amplificatori e tutto quanto serve per far funzionare una televisione non si comprano al supermercato. Domani ordineremo le nuove apparecchiature ma ci resta una grande amarezza».
Gli investigatori, Questura in primis, stanno lavorando con molto impegno. È stato effettuato un sopralluogo particolareggiato a Calcarone, dietro Pian De' Rosce, dove hanno sede gli shelter (così si chiamano i bunker che ospitano parabole e trasmettitori) e già ieri il casotto forzato è stato accomodato.
Presumibilmente il furto è avvenuto sabato pomeriggio intorno alle 17,30 e chi ha agito non è stato certo uno sprovveduto ma uno (o più di uno) che sa muoversi sulla montagna reatina e che è entrato a botta sicura.
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06/01/2009