Ma questo si sapeva già. Anche perché, al di là dei dati e dei numeri sulle affluenze nei negozi, ciò che sostanzialmente è cambiato è il potere di acquisto e di conseguenza anche il loro tenore.
«Certo non possiamo parlare di catastrofi o disastro - spiega sorridendo Eleonora dal negozio di abbigliamento uomo-donna Alcott - però la risposta della gente ai saldi di fine stagione mi sembra molto più debole. Il primo campanello di allarme del resto si è visto durante le festività natalizie. La data di partenza dei saldi così anticipata - prosegue Eleonora - è troppo prossima al Natale per questo credo che sarebbe stato meglio effettuare una promozione durante il periodo natalizio per poter poi posticipare i saldi di qualche settimana. E poi in generale è diminuito il potere di acquisto delle persone per cui ci si ritrova a dover fare a meno anche capi di abbigliamento non troppo costosi». Pochi metri più su, percorrendo via Roma in direzione di piazza Vittorio Emanuele II c'è il negozio Segueà. «Anticipare così i saldi - spiega Caterina mentre tiene a bada la piccola Gioia - potrebbe rivelarsi un rischio ritrovandosi dopo una o due settimane con poca merce e poca scelta per i clienti prima dei prossimi arrivi». E l'andamento generale? «Noi stiamo lavorando ma, diciamo così, con calma. Non vedo grosse corse all'affare o assalti ai negozi mi sembra un inizio pacato e tranquillo».
Sono da poco passate le 12 quando a parlare è Antonella, titolare del negozio Kontatto e presidente Ascom Giovani. «Basta col pessimismo e i piagnistei - attacca - È vero ed è innegabile: la crisi c'è, e tutti indistintamente ne risentiamo ma tutto sommato a Natale si è lavorato e anche questa mattina non sembra andar così male. Forse una organizzazione diversa e una maggiore valorizzazione di questa storica via potrebbe incrementare le presenze in centro e quindi anche le presenze nelle attività commerciali».
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04/01/2009