«Daniè, tu per sempre nel mio cuore. Marty 89». «Per sempre con noi». E anche una dedica, prendendo spunto dall'idolo delle adolescenti, Jovanotti. «A te che mi hai insegnato i sogni e l'arte dell'avventura. Miky e Mary». Scritte, pensieri, parole che magari gli amici hanno sempre pensato ma che, per la fretta e la quotidianità, non hanno mai detto ai quattro ragazzi scomparsi tragicamente all'alba di domenica. Il viadotto dove è avvenuto il tragico incidente è diventato un luogo dove esprimere i propri sentimenti verso quei quattro ragazzi che la morte ha voluto strappare troppo presto all'affetto dei loro cari. Il luogo dello schianto è un tappeto di fiori, corone, oggetti, fotografie. I ragazzi si esprimono nel loro linguaggio più semplice e diretto: si chiedono come faranno senza i loro amici ad andare avanti. E lo scrivono sui muri. Perché non riescono a capire come una sera ci sei, scherzi, ridi, magari ti arrabbi pure, e la mattina dopo non ci sei più, la tua vita viene spezzata sull'asfalto. E si piange. E si versano lacrime. Ma si deve anche riflettere: i giovani così come gli adulti. Capire cosa c'è che non va. Cosa porta ad una morte così assurda. I ragazzi riempiono i muri di scritte: vogliono che il loro affetto, il loro amore, la loro amicizia sia indelebile. Come lo sarà il ricordo di questa tragedia.
(Foto Giemme)
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31/12/2008