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Comune Ultimatum del sindaco Gianni Moscherini ai componenti della maggioranza «Non si può andare avanti così. Necessario un chiarimento molto esplicito»

«O si cambia o si va a casa»

O si cambia atteggiamento, o si va a casa. Un ultimatum chiaro e tondo che ha raggiunto i destinatari in un battibaleno, mittente il sindaco Moscherini, alimentando quel fuoco che cova sotto la cenere e sotto il sedere della maggioranza. L'incendio non è scoppiato, potrà però forse cambiare qualcosa a stretto giro di posta perché il primo cittadino ha anche avvertito che non esclude cambiamenti.

Correggendo forse il tiro rispetto alla convention della PdL di venerdì, quando aveva parlato di teste che sarebbero saltate: perché le parole esatte usate ieri mattina sono le seguenti. «Un chiarimento ci sarà, su questo non ci piove, e sarà esplicito, senza possibilità di appello perché non si può continuare in questa direzione. Non sono disponibile a rendermi prigioniero di queste persone, se la maggioranza diventa quella del non fare, o del non far fare, andremo a casa e ci penseranno altri, se sono capaci, a governare questa città. Ma noi abbiamo la coscienza pulita e sono ancora convinto del ruolo che la grande coalizione può avere nelle sorti di Civitavecchia. Tanto da augurarmi che il partito del fare non diminuisca, ma si allarghi». Parole quest'ultime che lasciano sottintendere un potenziale allargamento della maggioranza, magari all'indomani di qualche taglio. E sempre in tema di possibili scenari a breve scadenza, con esplicito riferimento alla possibilità di un nuovo acutizzarsi dell'instabilità amministrativa che ha caratterizzato la scena a Civitavecchia nell'ultimo decennio, Moscherini tratteggia la sua disamina: «La caduta di questa amministrazione non potrà mai essere una buona notizia: manca del tutto l'alternativa e non ci sono le condizioni aggregative per costruirla, sia a centro-sinistra che a centro-destra. Né c'è stato un adeguato ricambio nei partiti».
Ma a cambiare allora dovrà essere la sua maggioranza. «Se Civitavecchia è ridotta in questo modo, se abbiamo dovuto affrontare tutte queste emergenze nel corso del primo anno e mezzo di governo, è proprio perché in passato si è fatta tanta politica dei discorsi ma poca politica del fare. Eppure, tuttora, ho l'impressione che ci sia chi guarda alle virgole invece di decidere e fare». Tutto quanto sbagliato, perché «il tempo passa e i problemi si aggravano», come avviene per «acqua, rifiuti, servizi». «Ma io confermo - ha concluso Moscherini - che siamo arrivati al giro di boa grazie al lavoro di questi mesi». Perciò, fanno capire le sue parole, d'ora in avanti niente intralci.

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21/12/2008










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