In altre parole proprio l'accordo del quale si è parlato per anni che prevedeva un ristoro economico a favore della provincia di Rieti da parte dell'amministrazione capitolina di otto milioni di euro l'anno per trenta anni, quindi non indicizzati alle tariffe come richiesto da molti, più una tantum di 25 milioni per il pregresso, in cambio dei milioni di metri cubi d'acqua che ogni anno il Reatino cede a Roma.
Altro punto all'ordine del giorno della riunione saranno le comunicazioni in merito alla sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche arrivata qualche settimana fa, riguardante il ricorso presentato dalla Provincia di Rieti nel 2003, durante l'era Calabrese. E ancora, comunicazioni vi saranno anche in merito alla società di gestione pubblica del Servizio idrico integrato dell'ambito territoriale di Rieti. Una società decisa, come alcuni ricorderanno, a seguito di polemiche e discussioni tra i sostenitori di una società pubblica e quelli di una mista pubblico-privato.
La scelta cadde, nella riunione dell'Ato3 del 26 giugno 2007, su una società completamente pubblica. Ciò che più conta adesso però, è vedere come evolverà la questione dell'accordo di interferenza d'ambito Ato2-Ato3. Vicenda che potrebbe essere chiusa già nel nuovo anno con i tavoli tecnici promessi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno.
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20/12/2008