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Cassa integrazione in vista alla Uno Più

Wanda Cherubini
Il nuovo anno non si aprirà di certo sotto i migliori auspici per una trentina di lavoratori dell'azienda «Uno Più», che conta circa 200 dipendenti. Dal 1 gennaio, infatti, potrebbero essere messi in cassa integrazione.


La notizia è stata accolta dai sindacati come un fulmine a ciel sereno. «Stavamo facendo con l'azienda tutt'altro tipo di ragionamento, si parlava di integrativo aziendale — afferma il segretario della Cgil, Miranda Perinelli — Avvieremo la procedura per la cassa integrazione, poi vedremo gli sviluppi.
Hanno parlato di cassa integrazione, ma non si sa per quanto. Seguiremo, quindi, passo passo tutta la situazione».
Il segretario del comparto della Cgil, Massimiliano Venanzi, aggiunge: «Abbiamo appreso solo venerdì della cassa interazione e dai nostri delegati.
Domani (oggi, ndr), terremo un'assemblea, dalle 15 alle 17, presso la Uno Più, visto che ufficialmente l'azienda non ci ha comunicato niente.
È una cosa vergognosa» incalza Venanzi. Sorpreso anche il segretario della Uil, Turchetti che spiega: «So che l'azienda chiede questa cassa integrazione perché le cose non vanno come negli anni precedenti.
Hanno chiesto un incontro. La Uno Più — prosegue — propone una cassa integrazione straordinaria che deve passare per il Ministero e ci devono essere, quindi, dei fondamenti validi per richiederla.
Le aziende sono purtroppo in difficoltà e chiedere la cassa integrazione anziché licenziare è già qualcosa.
Ma è pur sempre una brutta notizia. Parliamo, infatti, di un'azienda leader della Tuscia e questo è un segnale preoccupante per la nostra provincia».
«La cosa deludente — aggiunge Elvira Fatiganti della Uil — è che l'azienda non si è preoccupata di informare le Rsa. L'altra delusione è stata quella che, neanche una settimana fa, ci siamo incontrati con l'azienda e non ci è stato detto nulla. Siamo rimasti, quindi, allibiti ed aspettiamo ora una convocazione ufficiale. Chiederemo anche una convocazione alla Regione».
«È stato un fulmine a ciel sereno — ribadisce Giorgio Petroselli della Cisl — visto che abbiamo tenuto un tavolo aperto per fare un integrativo e circa una settimana fa ci siamo incontrati e nessuno ci ha informato.
Ho sentito il consulente dell'azienda che mi ha detto che il fatturato ad ottobre e novembre è calato di circa il 40%.
Sembrerebbe che vogliano aprire la cassa integrazione per 12 mesi a rotazione, ma attendiamo una convocazione. La situazione ci preoccupa».

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16/12/2008










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