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FedercacciaIl presidente Francesco Bonomo difende strenuamente la categoria

«Noi per primi rispettiamo le regole»

Roberto Bressone
«Episodi così ci lasciano tanta tristezza e amaro in bocca». Dopo un altro incidente di caccia il vice presidente provinciale e consigliere nazionale di Federcaccia, Francesco Bonomo risponde a chi lamenta l'assenza di controlli sul territorio e a chi accusa l'esercizio dell'attività venatoria di essere praticato con superficialità e senza regole.


«L'incidente mortale sulla caccia è una tragica fatalità - spiega Bonomo - che purtroppo esiste da sempre. Al contrario di quanto si dice, spesso con leggerezza, tra Forestale, volontari di associazioni venatorie e ambientaliste e polizia locale, i controlli sul territorio sono sempre assicurati. Oggi (ieri ndr) quando ero a caccia ho incontrato tre volte gli agenti della Forestale».
E poi un interrogativo. «Ma allora ogni volta che un automobilista esce di casa ci dovrebbe essere un agente o un vigile urbano a controllare quello che fa per evitare un possibile incidente mortale?».
«I cacciatori - continua il vice presidente Bonomo - sono i primi a rispettare le regole e la legge. Sono persone attente che praticano la caccia con coscienza e intelligenza. Purtroppo come in tutte le cose nella vita la fatalità o un destino crudele possono metterci lo zampino. Se poi parliamo di chi pratica la caccia di notte o in orari non consentiti oppure nei giorni di silenzio venatorio allora parliamo di un'altra categoria di persone ma sicuramente non di cacciatori, i cacciatori sono un'altra cosa».
E chiude: «Se ad esempio scivolando accidentalmente o inciampando parte un colpo che uccide un compagno cosa c'entrerebbero i controlli della Forestale o della polizia locale?».

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05/12/2008










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