Il successivo collegamento con l'ascensore e l'abbattimento delle barriere architettoniche sono stati possibili grazie a una struttura solida, impiantata correttamente. Per la manutenzione ordinaria la scuola si affida ai tecnici che garantiscono una corretta gestione delle norme di sicurezza.
«L'elemento deleterio è il rinvio delle competenze - ha aggiunto la preside Tozzi - L'unico luogo dove è in deroga la legge 626 è la scuola, vista la complessità di gestione che andrebbe ridefinita. Non tutto è perfettamente a norma, ma non abbiamo problemi di ordine strutturale». Nelle sezioni della scuola per l'infanzia si verificano semplici guasti sanati rapidamente, o che si trascinano da una stagione all'altra. Insomma, si va avanti tra disagi e difficoltà, ma non esistono situazioni di pericolosità. Ci sono anche diversi progetti per i quali si attendono finanziamenti.
Certo le scuole del capoluogo sono quasi tutte sovraffollate. Ma c'è di più, come ha affermato Carla Felli, preside della Direzione didattica Rieti Due, e della scuola «Minervini»: «Molte scuole non hanno ancora i documenti per l'agibilità o la destinazione d'uso, mentre la legge 626 puntualizza al minimo dettaglio gli aspetti della sicurezza».
Piccoli disagi ma niente di più anche all'istituto comprensivo «Pepoli» di Poggio Mirteto. Per la sede della scuola secondaria di primo grado a Poggio Mirteto, descrive lo stato dell'edificio il preside Renato Romano Renzi: «Questa scuola è un prefabbricato. Abbiamo varie infiltrazioni di acqua e la temperatura dei riscaldamenti non riesce mai a salire come dovrebbe». Diversa la situazione alla scuola primaria in un vecchio palazzo di Poggio Catino, dove non ci sarebbero scale antincendio, difficili da posizionare.
Dalla scuola media statale «Orazio» di Passo Corese la preside Laura Candi ricorda che il 67% delle scuole italiane non sono a norma e che fu il ministro Moratti a volere un primo monitoraggio della situazione. Le scuole intanto spendono soldi per seguire la Legge 626, ma molto dipende dagli enti locali. Intanto il mese prossimo il Comune di Fara in Sabina dovrebbe cominciare importanti lavori alle scuole primarie e poi alle medie. Insomma, per la preside Candi le scuole della Sabina non sono certo le peggiori in Italia.
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27/11/2008