«Sono molte le abitazioni - spiegano gli esponenti in una nota - situate in zone centrali della città, che sono di proprietà pubblica e attualmente vuote. Gli immobili vanno recuperati e messi a disposizione di chi ha un vero disagio abitativo, in conformità alla legge regionale del 1998 che consentirebbe la ripartizione delle spese di ristrutturazione tra Comune e inquilini».
Insomma, autorecupero degli immobili nel rispetto della legge. Peccato, però, che la legge sia stata già calpestata dal comitato. La violazione riguarda l'articolo 633 del codice penale, che sanziona l'occupazione abusiva di alloggi pubblici o privati.
Il comitato, occupando abusivamente la palazzina Ferrotel (ex dormitorio delle Ferrovie), ha probabilmente fatto leva su un pronunciamento della Cassazione del 2007 che giustificava l'occupazione sulla base dello stato di necessità della persona. Smentita però subito dopo dalla stessa Cassazione con un'altra sentenza, nella quale si afferma che: «l'assegnazione degli alloggi deve avvenire secondo criteri prefissati dagli organismi pubblici. Nessuna rilevanza può avere l'arbitrio del singolo, pur se bisognoso». Dura lex sed lex.
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22/11/2008