In una lunga nota firmata dai componenti del Senato accademico si spiega che «il primo tema, oggetto di numerose quanto spesso infondate polemiche, è costituito dalla cosiddetta "proliferazione dei corsi di studio". Si sostiene infatti che le Università manterrebbero in vita corsi di studio con pochissimi studenti iscritti comportando presunti sprechi di risorse. Ma non sempre è così». Qual è dunque la situazione della «Tuscia»? «Dal sito dell'Ufficio Statistica del Ministero dell'Università — spiega Mancini — risultano presso il nostro ateneo 66 corsi, alcuni dei quali registrano numeri bassissimi di studenti iscritti con cifre inferiori alla decina. Ma di questi 66 corsi ben 23 (precisamente quelli con pochi iscritti) sono in realtà "corsi ad esaurimento": il 34% dei corsi, cioè, è chiuso alle immatricolazioni in quanto si tratta di corsi varati con precedenti ordinamenti che per legge vanno mantenuti in vita fino al conseguimento del titolo di studio da parte degli studenti già iscritti. Questo trend che vede drastiche riduzioni nel numero dei corsi (imposte peraltro dai requisiti ministeriali) sarà pienamente confermato dalla nuova offerta formativa, attiva a cominciare dall'a.a. 2009/2010. D'altra parte, una volta scremati i suddetti "corsi ad esaurimento", emerge il dato positivo di ben 8.051 iscritti ai 43 corsi aperti alle immatricolazioni.
Le suddette cifre relative all'a.a. 2007/2008 sono pubbliche e consultabili sul sito http://statistica.miur.it/ustat/Statistiche/provvisoria.asp. Va precisato che i dati ufficiali MIUR sono a tutt'oggi dati provvisori in quanto rilevati al 31/1/2008. Al 31 luglio 2008 gli iscritti all'anno accademico 2007/2008, in regola con il pagamento delle tasse, presso la nostra Università risultano 10.325, di cui il 65% provengono da fuori provincia».
Altro tema caldo è quello dei laureati, considerato «dato sicuramente dirimente per controllare l'efficienza di un Ateneo. Si sente dire che l'Università della Tuscia avrebbe laureato nell'ultimo triennio accademico 1.825 studenti, cifra ovviamente risibile che non corrisponde affatto alla realtà come conferma lo stesso sito del Ministero: qui viene riportato un totale di ben 6.044 per il solo triennio 2005/2007. Fa piacere constatare, inoltre, che, secondo i dati di Alma Laurea, i nostri laureandi manifestano un alto gradimento nei confronti degli studi compiuti a Viterbo con percentuali che in molti casi sfiorano il 90%. E sempre secondo Alma Laurea, i laureati alla Tuscia hanno un indice di occupazione pari al 49%, superiore alla media nazionale».
Infine la trasparenza, che «significa piena e totale accessibilità dei dati. Particolarmente importante in questo caso l'argomento dei bilanci universitari». il Senato ribadisce che non c'è alcun segreto: «Tutte le informazioni relative alle attività istituzionali sono accessibili e consultabili sul sito: http://www.unitus.it. In particolare, sulla sezione "Rettorato" della homepage, vengono riportati integralmente tutti i verbali delle sedute degli Organi collegiali nonché i bilanci consuntivi dell'Ateneo». Mancini sottolinea l'ottimo stato di salute delle finanze dell'Università: «In sede di assestamento del bilancio di esercizio 2008, pochi giorni fa, non solo sono stati deliberati accantonamenti sul fondo di riserva ma si è confermata la collocazione del nostro Ateneo, seppur di poco, al di sotto della quota del 90% nel rapporto tra "Spese fisse stipendiali" e "Trasferimenti dallo Stato", al netto di quanto previsto dalle norme attuali. È evidente che le prospettive finanziarie ci impongono una fase in cui al consueto rigore si affianchi una politica di oculata prudenza».
«In un momento in cui fervono le polemiche e i toni si fanno esasperati — concludono i membri del Senato accademico — con il senso di responsabilità che deve improntare la corretta azione amministrativa, riteniamo fondamentale, a tutela di un'istituzione pubblica quale è l'Università, che qualunque osservazione sul funzionamento degli Atenei, incluso il nostro, debba essere accompagnata da cifre e dati corretti con l'espressa e tassativa indicazione della fonte. Altrimenti si corre il rischio di produrre distorsioni e falsità che conferiscono un'immagine travisata dell'Ateneo. Simili errori possono produrre danni ingenti e possono ledere il prestigio di una Università che tanto ha contribuito negli ultimi anni, per unanime consenso, alla crescita e allo sviluppo del nostro Territorio. E il danno che ne consegue non è solo nei confronti della Tuscia, non è solo nei confronti degli studenti che investono con fiducia nella loro formazione ma è anche nei confronti di tutti coloro che con serietà e dedizione concorrono al buon funzionamento dell'Università degli Studi della Tuscia».
Vai alla homepage
06/11/2008