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Nonostante i successi a Magliano e Amatrice, dove gli ospedali non sono stati chiusi

I sindacati: «Incide la scarsità di risorse umane Sul piano di riorganizzazione c'è solo silenzio»

Anche i sindacati intervengono sulle liste d'attesa troppo lunghe in provincia di Rieti e lo fanno puntando l'attenzione su quelle che sono le carenze ormai strutturali dell'assistenza sanitaria locale.
«I dati delle liste d'attesa non sono troppo negativi, considerando la difficile situazione in cui siamo - spiega Stefania Gunnella, delegato provinciale Cisl alla sanità - Il problema di Rieti rimane quello del personale.

Noi non abbiamo esuberi come succede in alcuni ospedali romani, ma una cronica scarsità di risorse umane. Mancano ortopedici e anestesisti. Per non parlare della radioterapia, un vero fiore all'occhiello della nostra provincia ma che potrebbe funzionare il doppio di ora se ci fossero medici e paramedici a sufficienza. E meno male che siamo riusciti a salvare gli ospedali di Magliano e Amatrice dalla chiusura. Anche se dopo l'accordo con la Regione tutto tace. Nessuno parla di come attuare il previsto piano di riorganizzazione e questo silenzio mi preoccupa».
Insomma c'è bisogno di più personale per far scorrere le liste, ma il ritornello è sempre lo stesso: le risorse non ci sono. Con il rischio d'incoraggiare una costosa emigrazione di malati reatini nelle regioni vicine, come l'Umbria e l'Abruzzo. Ma ricordate che se i diritti degli ammalati non vengono rispettati, potete sempre rivolgervi alle associazioni come il Tribunale del Malato, attivo all'ospedale De Lellis e raggiungibile allo 0746/278439.

Luc. Fra.

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25/10/2008










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