20 e 7.50) e poche corse al ritorno, un unico autobus alle 13, i giovani studenti già svantaggiati dai 20 chilometri di viaggio, dalla loro prematura condizione di essere pendolari, sono stanchi di viaggiare «in piedi, pressati come sardine, in un percorso già di per se contrassegnato da curve a gomito».
E allora come far sentire la propria voce? Seguendo un programma sperimentato anni fa dai loro genitori, ripetuto dai loro fratelli, e già collaudato negli anni passati da loro stessi: armati di una transenna, i ragazzi si sono piazzati davanti ai mezzi pubblici, impedendo la partenza delle corriere, fino a che non sono intervenuti i carabinieri ed hanno ripristinato il regolare servizio.
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01/10/2008