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Un ragazzo d'altri tempi. Semplice, dalla faccia pulita, ...

Un ragazzo d'altri tempi. Semplice, dalla faccia pulita, lontano da barriere divistiche. Ama la pallanuoto, adora la musica, prossimo a laurearsi in Economia, credente praticante. Mislav Tomasic, 25 anni, è pronto a ripartire da Civitavecchia. L'ha voluta fin dal primo giorno che ha squillato il telefonino e il ds Feoli ha mostrato interesse per lui.


«È vero - dice Mislav - Per me l'Italia è un punto di partenza, un campionato straordinario per mettersi in mostra e crescere. Ho ricevuto altre proposte, sia dalla Croazia che dalla Grecia, ma ho subito scelto Civitavecchia per tanti buoni motivi».
Dica.
«Una società che vuole far bene con un grande tradizione alle spalle, la vicinanza con Roma e poi il mare. Lo adoro».
Lo sa che l'aspetta una stagione difficile?
«Certo che lo so. Il campionato italiano è durissimo. Noi dobbiamo puntare a salvarci e credo che la società stia facendo il possibile per allestire una squadra competitiva per quel traguardo. Iniziare con le forti è un vantaggio perchè ti permette di rodare bene i meccanismi ed arrivare pronti alle sfide che contano. Non vedo l'ora di cominciare».
Cosa sa di Civitavecchia?
«Per quel poco che ho visto in questi due giorni, dico che è una bella città, vivibile a misura d'uomo. Mi ha colpito l'accoglienza ricevuta dal ds Feoli e da mister Pagliarini, non formale ma da famiglia. Mi hanno parlato molto bene dei nostri tifosi, dicono che sono l'uomo in più, caldi e calorosi e soprattutto, a sentire gli altri, si dice che vincere a Civitavecchia non è stato mai facile per nessuno. Cercheremo di non perdere il vizio e rendere a tutti la vita difficile».
Ha visto lo Stadio?
«È bellissimo, un gran bell'impianto. Ieri sera ho toccato l'acqua per la prima volta e devo dire che da dentro è ancora più bello. Lo sarà di più con le tribune piene di tifosi a fare il tifo per noi».
Descriva Mislav Tomasic fuori dall'acqua.
«Un ragazzo come tanti, con tante idee in testa da realizzare».
Ne dica una?
«Alla laurea mi manca solo un esame e vorrei entrare alla Luiss o alla Bocconi, elevare il mio livello perchè sono i migliori istituti al mondo e la formazione è fondamentale».
È vero che è devoto alla Madonna di Medjugorie?
«Credo che la fede sia un qualcosa da tenere dentro, ma posso garantire che senza quella non mi sarei mai mosso da casa. Quando vai al Santuario, ti senti sempre più forte, quella forza che ti induce a lasciare casa e girare da solo il mondo. Fuori sei solo contro tutto e contro tutti. Non è una competizione, ma devi dimostrare sempre qualcosa di più. E la mia forza si chiama fede».
La musica invece è una tradizione di famiglia.
«Esatto. Mia mamma è insegnante di musica, mia sorella è laureata al Conservatorio di Santa Cecilia e suona pianforte e presto verrà a Roma per un concerto, mentre mio fratello suona vuolino».
E lei?
«A me piace cantare, ma in questo momento mi stimola di più cantare con i gol che sono il mio pane quotidiano».
Si decriva dal punto di vista sportivo.
«Sono un centroboa che ama giocare anche esterno. Sono un giocatore duttile che sa adattarsi. Ma mi conoscerete strada facendo».
Cosa promettre al popolo rossoceleste?
«Le promesse non mi piacciono, preferisco sempre dare spazio ai fatti. Certo, vivo di gol, ma non solo, perchè credo sia molto importante un giocatore capace di prendere espulsioni e magari fare spazio ai compagni per andare in gol. So giocare per la squadra e questo mi rende universale rispetto ad un centroboa statico».
Nei prossimi giorni si trasferirà a Santa Marinella e il mese prossimo sarà raggiunto dalla fidanzata Ivana. La nuova avventura è cominciata.

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30/09/2008










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