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«Sembra il caso di dire che il governo centrale di destra ...

«Sembra il caso di dire che il governo centrale di destra propone ed il governo regionale di sinistra dispone». Il segretario provinciale della FP Cisl Mario Malerba commenta in maniera molto negativa i tagli negli ospedali proposto dal commissario Marrazzo.

«Nella nostra provincia già carente di posti letto per acuti (ha l'indice più basso del Lazio con circa 2,7 p.l. ogni 1000 abitanti) — spiega — il provvedimento ipotizza la riconversione di 172 posti letto sui 386 totali nel Lazio. Il 45% circa. Un bel primato che rischia di far scendere a circa 2 p.l./1000 abitanti la sanità pubblica viterbese a fronte del 3,5 previsto su standard nazionale. Le strutture interessate sono Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione nel pubblico e Salus e Santa Teresa nel privato, due strutture, queste ultime, dove lavorano oltre 100 dipendenti. Pensavamo di aver già dato con la chiusura degli Ospedali di Orte e Vetralla, perché di chiusura alla fine si è trattato e non di riconversione. Il peggio viene sempre dopo e mette in discussione le scelte contenute nell'Atto Aziendale di recente approvato dalla Regione. Evidentemente non si vuole arginare la mobilità passiva ma fare felici gli ospedali umbri e si vuole vanificare tutta l'opera di ristrutturazione. Come CISL restituiamo la proposta al mittente — conclude Malerba — con l'auspicio che la prossima conferenza dei Sindaci adotti un documento unitario che contrasti questo incomprensibile decreto».
Mobilitato anche l'RdB CUB con Lino Rocchi che parla di «scelta sciagurata».
Fermo il presidente della Provincia Mazzoli: «Il piano di razionalizzazione del sistema sanitario regionale va modificato. Il quadro che emerge è di estrema gravità, soprattutto per il nostro territorio, perché si vanno a toccare tre presidi ospedalieri nella sola provincia di Viterbo, cosa che non possiamo accettare. C'è enorme preoccupazione nelle comunità interessate - conclude Mazzoli - che hanno già indetto riunioni e consigli straordinari». Stesso discorso anche tra gli operatori sanitari, che si sentono minacciati.
«Questa situazione suscita profonda preoccupazione e molto allarmismo, soprattutto non ritengo giusto che a farne le spese siano presidi ospedalieri che fino ad oggi sono stati punti di riferimento per la popolazione della Tuscia — commenta il consigliere provinciale del Pdl Battistoni — Effettuando questo tipo di provvedimento regionale per contrastare il deficit del Lazio, si rischia di eliminare qualunque struttura ospedaliera sia pubblica sia privata in tutto l'Alto viterbese. Operando in questo modo si tende a togliere il servizio al cittadino e al malato stesso».
«Sappiamo bene che questo è un momento di sacrifici e di razionalizzazione della spesa, ma quello che sta facendo la Regione alla sanità viterbese è veramente troppo — incalza la senatrice Allegrini — Deve salire una protesta generale non solo da parte delle istituzioni e dei sindacati, ma anche dei cittadini e delle associazioni». Gravissime, secondo il segretario provinciale di An Grassini, le decisioni assunte da Marrazzo.

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11/09/2008










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