L'annunciata chiusura di un cospicuo numero di strutture ospedaliere in tutta la Regione deve essere ragionata e tarata con attenzione». La notte porta consiglio (o forse qualche reprimenda?) e così ieri Parroncini ha fatto una trasformazione degna del miglior Dottor Jackyll e Mr. Hyde: «È doveroso sottolineare che parlare di chiusura tout court delle strutture ospedaliere è pericolosamente fuorviante: quella tracciata nel piano esposto da Montino è una riorganizzazione della rete ospedaliera regionale che prevede una riconversione dei nosocomi che non rientrano nei parametri stabiliti». Ogni commento è superfluo ma forse è opportuno ricordare che Marrazzo è stato estrememante chiaro nella sua nota: i ricoveri a Montefiascone, Acquapendente e Ronciglione (e non solo) dovranno cessare entro dicembre. Ci si può arrampicare sugli specchi e parlare di riconversione (forse come quelle di Orte e Vetralla?) ma c'è poco da discutere sul fatto che un «centro di continuità assistenziale» non è un ospedale. Il collega di partito Mazzoli, presidente della Provincia, l'ha capito molto bene. E non è il solo.
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11/09/2008