All'Unione i facchini incontrano gli amministratori prima di iniziare il giro delle chiese che si conclude con il ritiro nel bosco S. Paolo ai Cappuccini.
Sul palco si susseguono il presidente Capoccioni, il vicepresidente Mecarini del Sodalizio e il capofacchino Sandro Rossi. «Sono orgoglioso di essere il vostro presidente — inizia Capoccioni e già si sente l'adrenalina e la concentrazione nell'aria al grido di «Evviva Santa Rosa» — Io sono nato facchino e voglio rimanerci il più possibile. La cosa più bella è sentire vicino l'amico che soffre insieme a te». È quanto succede sotto la macchina, dove i facchini sono «tutti d'un sentimento». È la metafora della solidarietà che i facchini quest'anno hanno onorato nel senso più ampio della parola: «Quando l'amministrazione si è trovata in difficoltà i primi a tenderci una mano sono stati i facchini. In quel momento è nata una grande amicizia» ha dichiarato il sindaco Marini. Lo raggiunge sul palco anche il presidente della provincia, Alessandro Mazzoli, che per la festa ha dato una grossa mano a Comune e Sodalizio con un sostanzioso contributo. «L'evento di stasera è un messaggio di speranza, il racconto di una tradizione e di una storia che non è passato, ma presente e futuro» ha detto Mazzoli, mentre il vescovo Chiarinelli ha ricordato ai facchini che sulle loro spalle non c'è un peso ma la forza della devozione che rende tutto più leggero.
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04/09/2008