Lo sfogo, amaro, è dei quasi cento iscritti alla Ler (Laureati emigranti reatini), un'associazione nata con l'obiettivo di tenere in contatto le persone di un certo livello, originarie della Sabina, ma che per motivi professionali risiedono a Roma, Milano, Bergamo, New York, Dallas, Pechino. Ci sono ingegneri, laureati in economia, giurisprudenza.
«Noi non vogliamo, con la nostra denuncia, scatenare una guerra tra poveri - dice Emilio Papa - è giusto che all'ex detenuto venga data un'altra possibilità o alla ragazza-madre un piccolo aiuto ma non è più accettabile che dietro le scrivanie degli enti reatini come la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio, l'università, siedano persone spesso non qualificate, entrate con i progettini più strani, che tolgono il lavoro a noi che abbiamo studiato e abbiamo la fedina penale pulita. Si riservino il 10% dei posti a questi soggetti in difficoltà e il resto si dia ai più meritevoli.
Non chiediamo la luna ma basta con Lsu e borse-lavoro, si torni a fare qualche selezione per titoli o concorsi per laureati. E diano l'esempio la Provincia, il Comune, le Comunità Montane e le Associazioni di categoria».
P.D.L.
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18/08/2008