«In questo periodo ed anche prima del grande caldo, i nostri castagneti sono stati bombardati di veleni, prima per la lotta al balanino e poi per il cinipide, ovviamente sotto il controllo dell'ASL di competenza e degli agronomi, ma sempre di veleni si tratta, pur di non far morire i nostri secolari castagneti», ha continuato il signor Sbriccoli.
Ebbene, se di castagneti malati si vuol parlare, occorre fare mente locale sulle malattie che li colpiscono e sui parassiti responsabili delle malattie. Il balaninno, un insetto simile ad una coccinella di forma allungata ma con un becco adunco, tanto da bucare la buccia della castagna, ed ancor più adunco e duro, risulta invece quello del balanino della nocciola, da annientare prima che assalga il frutto, quindi prima che esso maturi, ovviamente in estate.
Il cinipide o vespa galligena, colpisce le foglie del castagno ed attualmente non esiste sul mercato un vero e proprio medicamento atto a sconfiggerla, si va a tentativi. Il mal dell'inchiostro o cancro corticale, colpisce il tronco delle piante e viene curato soltanto con la prevenzione, vale a dire bruciando, come con il cinipide, le piante infette.
«Se noi produttori abbiamo in mano degli strumenti chimici è ovvio che li usiamo, perchè di campagna viviamo, ma spero che chi raccoglie e soprattutto chi vende funghi provenienti dai castagneti, sia informato dei danni alla salute che può provocare a chi mangerà quei funghi», ha concluso il previdente contadino.
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07/08/2008