L'accordo raggiunto non basterà di certo a placare gli animi di chi inizialmente era costretto a espropriare il proprio terreno a circa 1,25 euro al metro quadro, ma si è intrapresa la via della condivisione per arrivare, a quanto pare, ad un prezzo ritoccato.
Questa per ora la soluzione prospettata: entro trenta giorni dal momento in cui l'Asi entrerà in possesso dei terreni, inderogabilmente tra il 29 agosto e il 3 settembre, i singoli cittadini interessati potranno inviare una lettera al Consorzio di Rieti, richiedendo un incontro per arrivare ad una trattativa definitiva. La via intrapresa, quindi, è quella di un prezzo che accontenti le esigenze dei cittadini nel pieno rispetto delle leggi in vigore. L'alternativa è quella del ricorso singolo o collettivo secondo le normali procedure giudiziarie.
Prossimo step per i cittadini coinvolti è la convocazione, nei prossimi giorni, di una riunione in cui stabilire le modalità di azione anche se l'opzione più gettonata sembra essere quella di una trattativa unica collettiva. «Vorrei sottolineare - afferma Ferroni - che noi stiamo gestendo gli interessi pubblici non quelli privati come qualcuno in questi giorni ha voluto far credere». Della serie «verba volant, scripta manent» i cittadini non sembrano poi così tranquilli.
«Io ho un'attività agricola che si estende su 5 ettari di terreno - afferma il signor Mario Maggi - in questo modo mi viene levato circa il 50 per cento dell'attività ad un prezzo irrisorio, e noi di cosa campiamo?».
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24/07/2008