In quel periodo all'esterno del locale ci furono una decina di furti nelle auto parcheggiate lungo la strada così i carabinieri si appostarono per poter prendere con le mani nel sacco il responsabile. Cosa che poi avvenne con l'imputato che, però, accortosi dei militari, risalì sulla propria auto dove l'aspettavano moglie e figli. Scappando, tentò di investire l'appuntato Mauro Paletti che cercava di bloccarlo. L'imputato riuscì ad avere la meglio e a scappare anche se poi fu fermato a Fabrica di Roma. Ai carabinieri disse che stava accompagnando di corsa la figlia in ospedale perché aveva ingoiato una moneta ma, accompagnato dagli stessi al nosocomio e verificato che la figlia non aveva nulla nello stomaco, fu immediatamente arrestato. Il processo è stato aggiornato a ottobre.
Rinviato al 18 luglio, invece, il processo a carico di A.P. e G.P., padre e figlio, accusati entrambi di truffa immobiliare a danno di noti cittadini viterbesi. Secondo l'accusa il più giovane dei due, spacciandosi per il proprietario dell'immobile situato in via Emilio Bianchi, di fronte al vecchio asilo delle Monachelle, e che, invece, stava ristrutturando per conto della famiglia Marcoccia, avrebbe venduto tra i sette e gli otto appartamenti stipulando contratti preliminari di compravendita o percependo acconti pari all'80% del valore degli appartamenti. Incassati i soldi, avrebbe sospeso i lavori di ristrutturazione.
P. P.
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08/07/2008