È scoccata l'ora di fare qualcosa di concreto per porre fine allo stillicidio. L'elenco è lunghissimo, mentre le iniziative per salvare i posti di lavoro sono sempre meno incisive. I sindacati tornano puntualmente all'attacco, ripropongono l'attuazione del «patto per Rieti» e minacciano scioperi e agitazioni. I politici fanno promesse e lanciano appelli al governo. Gli enti locali chiedono interventi e senso di responsabilità da parte dei titolari delle fabbriche. Gli impegni non mancano, ma i risultati sono insoddisfacenti. La colpa non può essere certamente attribuita né ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, né ai nostri politici, né tantomeno ai proprietari delle aziende. La Sabina paga, purtroppo, anni di incuria e di abbandono a tutti i livelli. La mancanza di infrastrutture e di servizi ha determinato danni ingenti al tessuto della nostra economia che adesso annaspa paurosamente. Gli investimenti per far decollare il lavoro in provincia di Rieti sono stati sempre inconsistenti. E adesso si avvertono i disagi. Drammatici. Correre ai ripari? Tutti d'accordo, ma sarà molto difficile, se non impossibile.
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03/07/2008