Il fatto sarebbe
accaduto nel paese di origine dell'uomo la mattina del 30
giugno 2005. I genitori della giovane, dovendo andare a
Roma, per non portarla con loro, pensarono bene di
lasciarla con un loro carissimo amico con il quale c'erano
confidenza e fiducia. Stavano spesso a pranzo e a cena
insieme.
Quella mattina, però, sembra che le cose
abbiano preso un altro verso. Rimasto solo con la
ragazzina, l'imputato le avrebbe proposto in modo freddo e
distaccato di avere rapporti sessuali. «Sembra che qualche
giorno prima, probabilmente per tastare il terreno e vedere
la reazione della giovane — dichiara l'avvocato della
ragazza, Roberto Fava — le avrebbe raccontato di averla
sognata». Fatto sta che quella mattina, dalla ricostruzione
della quindicenne, l'imputato avrebbe tentato di mettere in
pratica il suo «sogno». Capita la situazione, la ragazzina,
per allontanarsi, avrebbe iniziato a indietreggiare cadendo
però sul divano. Divincolatasi a gran fatica,
l'adolescente, scappata dalla casa, si sarebbe rifugiata da
alcune amiche. A denunciare il fatto ai carabinieri sarebbe
stato il fidanzato. Ieri mattina, nel corso del
dibattimento avvenuto a porte chiuse, è stata ascoltata la
ragazza che, rivivendo i fatti, sarebbe incorsa in una
grande agitazione emotiva. In aula sono stati ascoltati
anche il fidanzato e le amiche. La prossima udienza è stata
fissata per il 9 dicembre.
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11/06/2008