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Wanda Cherubini Che fine hanno ...

Wanda Cherubini
Che fine hanno fatto i soldi per il distretto industriale di Civita Castellana? Che frutti ha prodotto il protocollo d'intesa stipulato fra gli imprenditori e la Regione? Abbiamo posto questi interrogativi al direttore di Federlazio di Viterbo, Giuseppe Crea ed al direttore di Confindustria di Viterbo, Antonio Delli Iaconi.


«Io vengo da altre realtà, quelle umbre ed ho avuto confronti con distretti diversi, molto sviluppati. Qui non ho trovato un'aggregazione vera — ha spiegato Crea — e neanche una politica distrettuale. In più sono stato colpito dalle infrastrutture molto carenti che danno del distretto un'immagine di una realtà quasi abbandonata. È un brutto segnale per chi viene da fuori. L'aggregazione nasce col supporto degli enti locali. Abbiamo firmato un protocollo d'intesa e c'è una buona volontà da parte della Regione di lavorare per far decollare il distretto. Gli imprenditori si aspettano delle risposte concrete e finora tutto quello che era nel protocollo è andato scemando. I soldi bisogna trovarli nei rivoli del Ministero perché non ci sono. Al momento — aggiunge — sono state individuate quattro aree prioritarie su 47 progetti presentati per il rilancio del distretto. Associazioni di categoria e imprenditori hanno fatto la loro parte ma i tempi si sono allungati anche per l'ultima campagna elettorale. Come associazione riteniamo che le priorità di intervento devono essere all'interno del distretto di Civita. Lungi da noi intralciare qualsiasi iniziativa privata — precisa Crea — ma la priorità deve essere data al rilancio del distretto. La maggior parte degli imprenditori ha rischiato in proprio. Ora ci attendiamo un segnale forte da parte delle istituzioni».
«I soldi per il distretto non ci sono — sostiene perentorio Delli Iaconi — Il protocollo prevede un finanziamento congiunto tra Governo e Regione utilizzando la norma della Finanziaria 2007 che destinava 50 milioni di euro per i distretti. Di questi soldi non ci è venuto niente, perché quelli che il Lazio ha ricevuto (1.700.000 euro) sono stati indirizzati altrove (distretto della nautica, ndc). Noi abbiamo così pensato di avviare qualche progetto concreto e dalla Regione è venuta una riposta positiva. Da parte del sindacato è venuta una richiesta più finalizzata all'occupazione, soprattutto delle donne espulse dalle stoviglierie che, a differenza degli uomini, non hanno ancora trovato una ricollocazione. Questo problema doveva essere risolto con la realizzazione di nuove imprese. I sindacati hanno, quindi, chiesto di utilizzare gli strumenti di politica attiva del lavoro, ovvero incentivi a chi colloca persone svantaggiate. Si punta in particolare alla realizzazione del nuovo stabilimento di imbottigliamento delle terme di Nepi, per creare nuovi posti di lavoro».
Riguardo ai tempi, Delli Iaconi è fiducioso: «I progetti dovranno partire a breve. Non ci aspettiamo grandi cose — conclude — ma qualcosa di concreto».

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11/06/2008










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