«Io vengo da altre realtà, quelle
umbre ed ho avuto confronti con distretti diversi, molto
sviluppati. Qui non ho trovato un'aggregazione vera — ha
spiegato Crea — e neanche una politica distrettuale. In più
sono stato colpito dalle infrastrutture molto carenti che
danno del distretto un'immagine di una realtà quasi
abbandonata. È un brutto segnale per chi viene da fuori.
L'aggregazione nasce col supporto degli enti locali.
Abbiamo firmato un protocollo d'intesa e c'è una buona
volontà da parte della Regione di lavorare per far
decollare il distretto. Gli imprenditori si aspettano delle
risposte concrete e finora tutto quello che era nel
protocollo è andato scemando. I soldi bisogna trovarli nei
rivoli del Ministero perché non ci sono. Al momento —
aggiunge — sono state individuate quattro aree prioritarie
su 47 progetti presentati per il rilancio del distretto.
Associazioni di categoria e imprenditori hanno fatto la
loro parte ma i tempi si sono allungati anche per l'ultima
campagna elettorale. Come associazione riteniamo che le
priorità di intervento devono essere all'interno del
distretto di Civita. Lungi da noi intralciare qualsiasi
iniziativa privata — precisa Crea — ma la priorità deve
essere data al rilancio del distretto. La maggior parte
degli imprenditori ha rischiato in proprio. Ora ci
attendiamo un segnale forte da parte delle istituzioni».
«I soldi per il distretto non ci sono — sostiene
perentorio Delli Iaconi — Il protocollo prevede un
finanziamento congiunto tra Governo e Regione utilizzando
la norma della Finanziaria 2007 che destinava 50 milioni di
euro per i distretti. Di questi soldi non ci è venuto
niente, perché quelli che il Lazio ha ricevuto (1.700.000
euro) sono stati indirizzati altrove (distretto della
nautica, ndc). Noi abbiamo così pensato di avviare qualche
progetto concreto e dalla Regione è venuta una riposta
positiva. Da parte del sindacato è venuta una richiesta più
finalizzata all'occupazione, soprattutto delle donne
espulse dalle stoviglierie che, a differenza degli uomini,
non hanno ancora trovato una ricollocazione. Questo
problema doveva essere risolto con la realizzazione di
nuove imprese. I sindacati hanno, quindi, chiesto di
utilizzare gli strumenti di politica attiva del lavoro,
ovvero incentivi a chi colloca persone svantaggiate. Si
punta in particolare alla realizzazione del nuovo
stabilimento di imbottigliamento delle terme di Nepi, per
creare nuovi posti di lavoro».
Riguardo ai tempi, Delli
Iaconi è fiducioso: «I progetti dovranno partire a breve.
Non ci aspettiamo grandi cose — conclude — ma qualcosa di
concreto».
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11/06/2008