Due i
roghi che hanno destato maggiore preoccupazione: in fiamme
la montagna di Fara (più di 100 ettari) e poi la zona
intorno alla frazione di Canneto ( oltre 250 ettari).
A
seguire, interrogazioni in consiglio comunale da parte
dell'opposizione di centro destra (ottobre 2007), raccolta
firma da parte degli stessi cittadini (più di 500 firme), e
dal Comune la notizia di una possibile convenzione con
l'Università della Tuscia per uno studio di settore ed un
monitoraggio del territorio al fine di individuare le zone
più a rischio. «Siamo alla fine di maggio e
l'amministrazione ancora non ha preso nessun provvedimento
- afferma la signora Sandra Mei, promotrice della raccolta
firme - la cosa viene presa sottobanco, forse non si
rendono conto della effettiva pericolosità, cosa aspettano?
Che ci arrivano le fiamme dentro casaȻ?
A quanto pare
i rapporti con l'Università per fare prevenzione procedono,
come ha fatto sapere l'assessore all'Ambiente Gabriele
Picchi. Formalmente il tutto è ancora da definire, la
tempistica è del tutto sconosciuta, ma il finanziamento c'è
(circa 15 mila euro). Allo studio anche un sistema di video
sorveglianza con telecamere installate nei luoghi a maggior
rischio, ma anche per questa iniziativa non si conosce bene
il quando e il come.
Critiche vengono anche
dall'opposizione di centrodestra «Anche questa volta -
commenta il consigliere Giacomo Corradini - il Comune di
Fara è molto indietro, all'attivo non ci sono misure di
sicurezza. È tutto in forse e per quest'estate non si farà
in tempo. Hanno avuto un anno per arrivare pronti
all'appuntamento con l'estate ma sono solo tante belle
chiacchiere». È proprio nel prossimo consiglio comunale che
l'opposizione presenterà un'altra interrogazione per
chiedere una pulizia capillare dell'intero territorio, in
particolare intorno ai centri abitati.
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21/05/2008