Il valore del furto risultò irrisorio, rispetto al danno
che fu procurato, con la lacerazione in più parti del
dipinto. La comunità fabrichese ha voluto che quella tela,
venerata nel mese di maggio, fosse restaurata ed anche
ripulita e che gli fossero ricollocate le corone argentee.
Ora tutto è tornato come prima e con la gioia e la fede di
tutti la sacra immagine ha occupato il suo posto
tradizionale del mese di maggio sull'altare centrale.
La bottega di restauro ha datato l'opera alla fine del
1800, scoprendo inoltre che fu realizzata senza
ripensamenti e quasi senza disegno, pitturata da mano
felice e sicura. Appare piacevole e fresca, sia nel
panneggio sia nell'incarnato. Si racconta che fu donata
alla Chiesa, e quindi alla comunità, da una nobile famiglia
di Fabrica, forse per una grazia ricevuta.
E. M.
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20/05/2008