«Se i campi
nomadi non si configurano come associazioni per delinquere,
se non recano disturbo e se i loro abitanti sono rispettosi
delle norme e della libertà delle altre persone non ho
niente da temere da questo tipo di insediamenti, nè dalle
conseguenze che potrebbero verificarsi in seguito agli
sgomberi proposti da Alemanno, ma in caso contrario mi
muoverei in maniera analoga al primo cittadino di Roma».
Alemanno, infatti, ha intenzione di chiudere gli 85 campi
nomadi di Roma. «Per me rimane prioritario il concetto
dell'uomo - ha aggiunto Emili - ma certo è che Rieti non
può essere considerata una sottospecie del territorio della
Capitale. Fino ad oggi in realtà non mi sono posto il
problema di un'emergenza derivante dai campi nomadi ma se,
come sta avvenendo in molte aree, si dovessero configurare
come associazioni per delinquere non esiterei a mettere in
atto misure analoghe a quelle proposte da Alemanno».
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18/05/2008