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Lazio nord

Presidenza Asp Calabrese perde quota

Stefania Pascucci
Il post elezioni politiche e amministrative rimette in gioco ora qualche politico reatino. All'Asp, prestigiosa agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, stanno per liberarsi due posti nel consiglio d'amministrazione: la presidenza, sulla quale siede Lucio D'Ubaldo (quota Margherita) che va ad insediarsi in Parlamento e quello del consigliere Domenico Gramazio (quota An) eletto al Senato.

Voci di corridoio e cronache locali hanno riportato la notizia che il papabile alla poltrona più ambita sarebbe Giosuè Calabrese. L'accordo per la nomina sarebbe stato fatto, però, ben prima delle elezioni e della vittoria del PdL al Governo e poi quella romana, proprio dove con la pesante sconfitta di Rutelli e dei suoi avrebbe rimescolato gli accordi prelettorali. Lo scenario politico è completamente cambiato. Una delle ragioni per cui gli assetti scelti e i candidati espressi per l'Asp potrebbero valere come il due di picche. Gole profonde dell'Agenzia farebbero sapere che sul nome di Calabrese, candidato alla presidenza, non ci crederebbe nessuno. In più, ci sono due considerazioni da fare: la rappresentanza del cda dell'agenzia dovrebbe scendere da cinque a tre; e poi c'è la questione morale di cui si sta facendo portavoce Marrazzo. La politica non doveva starsene fuori dalle nomine nelle strutture della sanità? L'Asp è una di quelle.

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09/05/2008










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