Voci di
corridoio e cronache locali hanno riportato la notizia che
il papabile alla poltrona più ambita sarebbe Giosuè
Calabrese. L'accordo per la nomina sarebbe stato fatto,
però, ben prima delle elezioni e della vittoria del PdL al
Governo e poi quella romana, proprio dove con la pesante
sconfitta di Rutelli e dei suoi avrebbe rimescolato gli
accordi prelettorali. Lo scenario politico è completamente
cambiato. Una delle ragioni per cui gli assetti scelti e i
candidati espressi per l'Asp potrebbero valere come il due
di picche. Gole profonde dell'Agenzia farebbero sapere che
sul nome di Calabrese, candidato alla presidenza, non ci
crederebbe nessuno. In più, ci sono due considerazioni da
fare: la rappresentanza del cda dell'agenzia dovrebbe
scendere da cinque a tre; e poi c'è la questione morale di
cui si sta facendo portavoce Marrazzo. La politica non
doveva starsene fuori dalle nomine nelle strutture della
sanità? L'Asp è una di quelle.
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09/05/2008