Nonostante la seconda tranche di lavori di
ristrutturazione sia stata finanziata lo scorso dicembre (e
per farlo ci sono volute proteste e sit-in), il cantiere è
rimasto fermo. E questo per un motivo ben preciso: mancano
gli spazi per effettuare i lavori. «Se non vengono liberati
i locali dove attualmente si trovano gli uffici del
Distretto, del centro di salute mentale e gli ambulatori di
oncologia, gastroenterologia e fisioterapia, gli addetti ai
lavori non possono procedere alla ristrutturazione — tuona
Federico Galletti — Al tempo stesso, però, non c'è alcuna
decisione per lo spostamento». Quando si assisterà dunque
all'inaugurazione della nuova struttura ospedaliera? «Mai —
risponde Galletti — Il cantiere rimarrà fermo perché non si
vuole far continuare i lavori. Basti pensare che il
contratto stipulato qualche anno fa per l'affitto dell'ex
hotel Sporting, dove sono ospitati gli ambulatori e parte
dell'amministrazione, porta la data di scadenza del 2012
mentre sul cartello che si trova fuori dell'ospedale la
data di fine lavori è novembre 2007. È evidente che si
tratta di una presa in giro».
Ma la ristrutturazione è
davvero necessaria ed urgente: il pavimento del corridoio
che porta alla sala operatoria è dissestato, le lampade a
neon sono bruciate e nessuno le cambia. Tra l'altro, i due
dipendenti addetti alle riparazioni sono andati in pensione
il 30 aprile e non sono stati ancora sostituiti. Una ditta
esterna, con la quale è stato stipulato un contratto
qualche giorno fa, ha messo a disposizione due tecnici che
sono difficilmente reperibili e non conoscono la struttura.
«Quando gli è stato chiesto di aggiustare le mattonelle dei
pavimenti hanno risposto che non era di loro competenza —
sentenzia Galletti — E allora chi lo deve fare?». Infine,
il presidente denuncia la situazione in cui si trova la
farmacia interna dell'ospedale: «C'è solo una dottoressa.
Questo vuol dire che se è in malattia o in ferie la
farmacia resta chiusa e i pazienti devono recarsi a
Belcolle».
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09/05/2008