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Lazio nord

Finisce in carcere a Montefiascone un ventenne tunisino sorpreso mentre si impossessava nella parrocchia di 200 euro offerti dai fedeli

Ruba soldi al parroco, arrestato

Pizzicato con le mani nel sacco il ladro della Parrocchia di San Giuseppe a Montefiascone.
È stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Montefiascone un ventenne tunisino, da tempo residente a Viterbo, poiché colto nella flagranza di reato mentre rovistava nei cassetti di una scrivania della Chiesa delle Coste.


Il tunisino, che a Viterbo esercita l'attività di elettricista, era stato chiamato per effettuare alcuni lavori all'impianto elettrico, ma il ragazzo invece di occuparsi di corrente elettrica pensava bene di rovistare nei cassetti di una scrivania, pensando di trovare chissà quali tesori.
Nella scrivania c'era invece una busta contenente 200 euro (offerte fatte da alcuni fedeli) che l'elettricista tunisino sottraeva con destrezza.
Il parroco, accortosi della furtiva presenza di una persona nel suo ufficio, scopriva che il tunisino, al quale aveva dato fiducia nel farlo lavorare, in realtà lo stava derubando.
L'immediato intervento dei Carabinieri, allertati dallo stesso parroco, ha evitato che il ventenne, colto con le mani nel sacco, fuggisse dalla Parrocchia. Veniva infatti bloccato e arrestato per il reato di furto.
Nel corso di un servizio coordinato, i Carabinieri della Stazione di Valentano, deferivano in stato di libertà, un 26enne di Capodimonte e un 23enne di Tuscania, responsabili del reato di guida in stato di ebbrezza alcolica.. I Carabinieri di Acquapendente, unitamente ai colleghi del Norm della Compagnia di Montefiascone, hanno denunciato in stato di libertà alla magistratura un 28enne, un 37enne e un 27enne, tutti del luogo per guida in stato di ebbrezza alcolica.
Le patenti di guida ritirate sono state trasmesse alla Prefettura di Viterbo.
Ad Oriolo Romano i Carabinieri di Bassano Romano hanno tratto in arresto un 38enne del luogo, responsabile di resistenza a pubblico ufficiale che, sorpreso a fumare all'interno di un esercizio pubblico, al momento della contestazione della violazione amministrativa, inveiva nei confronti dei Carabinieri con spinte e minacce.
Gi. Lu.

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08/05/2008










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