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Lazio nord

SocietàIl vescovo Chiarinelli interviene su uno dei problemi più sentiti

Un libro sull'emergenza educativa

Sta uscendo il terzo volume della collana «Strada facendo...», curato dal vescovo Lorenzo Chiarinelli. È un libro che analizza ed affronta uno dei problemi più sentiti ed attuali, quello della educazione. A settembre scorso il vescovo intitolava una lettera agli educatori dal titolo: «L'emergenza educativa oggi».

Il 21 gennaio il papa Benedetto XVI scrivendo alla diocesi di Roma richiamava l'attenzione su «una grande emergenza educativa. Semplice coincidenza nell'uso dei termini? O evidente urgenza di affrontare in Italia il problema della educazione? Oggi ogni opera di educazione sembra diventare sempre più ardua e precaria. Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli. Il vescovo si chiede: educare si deve, ma si può? «Non pochi genitori e insegnanti — afferma il Papa — sono tentati di rinunciare al proprio compito, e non riescono più nemmeno a comprendere quale sia, veramente, l'opera a loro affidata». Sostiene il vescovo che educare, cioè introdurre alla realtà e al suo significato, mettendo a frutto il patrimonio che deriva dalla nostra tradizione culturale, è possibile e necessario, ed è una responsabilità di tutti. In un mondo dominato dal relativismo è stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita, e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili. «All'innato desiderio di felicità dei giovani — scrive il vescovo — si crede di rispondere con l'abbondanza degli oggetti di consumo, con le gratificazioni effimere, con l'apertura delle frontiere per sensazioni inedite, per esperienze estreme. Si vorrebbe supplire la mancanza dei fini con lo scialo dei mezzi». Sostiene mons. Chiarinelli: «Il processo educativo non è riducibile ad acquisizione di abilità, né ad ammaestramento né a indottrinamento: è camminare in maniera consapevole e responsabile verso la maturità umana. In una parola è imparare ad essere autenticamente uomini e donne. Per questo l'educazione è un diritto e un dovere».

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05/05/2008










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