Le preoccupazioni, però,
sorgono per gli esosi costi che le industrie andranno ad
affrontare per lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione in
quanto dovranno affidarsi a ditte private. Una situazione
che colpisce tutte le aziende, comprese quelle che
responsabilmente hanno sempre versato le somme chieste dal
consorzio per il funzionamento del depuratore.
Nella
mattinata di ieri c'è stata la visita di un funzionario
della Regione Lazio, il dott. Marco Acciari, che ha fatto
un sopralluogo presso il depuratore per prendere visone
della situazione. Un intervento della Regione si rende
necessario per trovare una soluzione al problema in tempi
non eccessivamente lunghi. Sembra che la strada da
intraprendere sia quella di affidare il depuratore alla
Talete a patto che venga messo in regola lo scarico delle
prime acque con la realizzazione di una vasca di raccolta a
fianco del depuratore. Sarebbe poi la Talete a stipulare i
contratti con le stesse aziende che intendono servirsi del
depuratore, senza passare attraverso il consorzio. Intanto
sulla vicenda le minoranze stanno muovendo accuse nei
confronti dell'amministrazione comunale senza considerare
che la zona Pip di Prataroni per alcuni decenni, con
amministrazioni di sinistra e centro sinistra, è andata
avanti nella più completa anarchia. Il depuratore è stato
avviato nel 1998 (amministrazione Santini) senza un
regolamento che potesse stabilire le quote che dovevano
pagare le aziende. Una patata bollente ereditata dalle
passate amministrazioni che adesso vogliono scaricare le
loro responsabilità.
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01/05/2008