Un rapporto si è sempre più stretto,
fino a domenica scorsa quando al termine della partita
contro il Fiumicino il pubblico gli ha riconosciuto
l'ennesimo attestato di stima. «Ci hanno seguito sempre con
affetto - esordisce Paolo Caputo - ed era giusto
ringraziarli perché non è facile trovare in Eccellenza un
gruppo di ragazzi che hanno affrontato tutte le trasferte.
Era doveroso». Da una parte gli ultras della gradinata,
sempre vicini e pronti a far sentire il loro calore,
dall'altra una città che forse non ha seguito con la dovuta
attenzione le vicende calcistiche dei nerazzurri: le
presenze al Fattori, se paragonate agli altri campi del
girone A sono state ottime certo, ma tutti, società,
tecnico e anche giocatori si aspettavano quello stadio
pieno, cornice ideale per una stagione da record. «Allo
stadio - prosegue Caputo - ci sono stati sempre i soliti,
gente che dalla prima giornata si è stretta intorno a noi,
ma per il resto non ci sono stati picchi. Una sconfitta per
la città, perché la serie D è una vetrina per tutto il
movimento calcistico locale e non solo per il Civitavecchia
calcio. Contro il Fiumicino era la gara d'addio al
campionato regionale, mi aspettavo più gente, vedremo cosa
accadrà in futuro».
Un futuro a cui si inizierà a
pensare nei prossimi giorni, senza far trascorrere
inutilmente giorni preziosi per programmare il campionato
dilettanti: nel frattempo la finalissima del 18 maggio, una
ciliegina sulla torta che i tifosi non vogliono
assolutamente perdersi.
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30/04/2008