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Lazio nord

Verona Omicidio dei coniugi: confermato l'arresto dei coniugi

Il romeno fa scena muta

Un sindaco che, in casi del genere, non escluderebbe la pena di morte. Alcuni operai rumeni che parlano di lavori in fabbrica o piccole ditte edili, ma anche di sfruttamenti di tipo sessuale da parte degli stessi padroni. Claudiu Stoleru che confessa di aver commesso l'omicidio, solo di Luigi Meche e non della moglie, e lo giustifica con il fatto di non poterne più con le sue continue avances.

Gli abitanti di Lugagnano di Sona, paese in provincia di Verona, che non credono alla doppia vita del loro concittadino ucciso. È un clima non certo tranquillo quello che si è creato attorno al duplice omicidio di Luigi Meche e sua moglie Luciana Rambaldo. Forse anche per questo motivo, per attendere ulteriori esiti che giungeranno dalle analisi del Ris nella villetta dell'omicidio, il 20enne romeno arrestato dai carabinieri tra giovedì e venerdì mentre era in procinto di imbarcarsi per Olbia si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere di fronte al gip del tribunale locale Giovanni Giorgianni, che per rogatoria è stato incaricato dalla procura di Verona, e che ieri ha comunque convalidato sia il fermo disposto dal sostituto procuratore locale Corrado Fasanelli sia la custodia cautelare in carcere per Stoleru. «Il ragazzo, ancora in stato di shock - ha spiegato l'avvocato Paola Girotti - mantiene la sua posizione e si dice estraneo alla morte di Luciana Rambaldo. Al momento rimane a Civitavecchia, poi si vedrà. Intanto valuteremo la possibilità di presentare istanza al tribunale del Riesame per la modifica della misura cautelare».

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29/04/2008










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