La goccia che avrebbe fatto traboccare
il vaso è stata la notizia appresa con viva sorpresa degli
stessi familiari dell'esistenza di una proposta di
regolamento di attuazione della delibera n. 98, i cui
contenuti hanno destato forte allarme tra i cittadini
interessati. «Dalle scarne informazioni riportate
sembrerebbe che i Comuni del distretto Vt 4 si accingano,
non si comprende in virtù di quale potere - spiega il
Comitato - a suddividere la categoria dei soggetti con
reddito inferiore ad euro 13.000 in tre ulteriori fasce di
contribuzione. Si apprende inoltre - precisa - che le
menzionate amministrazioni avrebbero deciso di individuare
le modalità di compartecipazione dei parenti di primo grado
degli ospiti delle Rsa nella retta, determinando così di
loro unilaterale iniziativa, un'ulteriore categoria di
debitori». I familiari dei pazienti delle Rsa affermano che
«sebbene il contenuto della proposta non sia noto nel
dettaglio, emerge sin da ora il suo contrasto con la
delibera n.98/2007 ed atti successivi, nonché con altre
vigenti normative di carattere nazionale». Sempre secondo
il Comitato appare inoltre inaccettabile il tentativo di
scaricare sugli utenti e sui loro familiari le difficoltà
economiche dei Comuni, che andrebbero invece sottoposte
all'attenzione della Regione Lazio. «La delibera n.98/2007
- conclude il Comitato - deve essere modificata, ma ciò
deve avvenire su iniziativa dei competenti organi
regionali, attraverso la concertazione con i comitati e le
associazioni civiche».
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31/01/2008