Tutto nasce dall'annosa e, a questo
punto, triste vicenda degli impianti di risalita da
realizzare sul versante Nord del Terminillo. Un project
financing di oltre 50 milioni di euro della società Isic
spa approvato da Leonessa nel 2003 e reso praticabile da
una modifica ai regolamenti sui piani paesaggistici dalla
vecchia giunta Storace nel 2004.
Modifica "cancellata
in una notte con la finanziaria regionale del 2006 da
Marrazzo". Da lì inizia il calvario e la concreta
possibilità che uno dei pochi privati disposti a mettere
soldi su Rieti tolga il disturbo e si rivolga altrove. "Noi
rivendichiamo gli stessi diritti dei cittadini
dell'Abruzzo, del Trentino o della Valle d'Aosta dove
queste cose si fanno" - ha spiegato Trancassini - "non si
può perdere l'unico progetto realistico di rilancio
dell'intero territorio provinciale per colpa di 4 misere
beghe politiche". "Siamo Sabini e Reatini ma è l'unica arma
rimasta per combattere l'indifferenza" - ha aggiunto Rauco
- "è l'estremo grido di dolore di una popolazione che
vorrebbe dare un futuro ai propri figli".
Insomma
nonostante le promesse (tra le quali un Odg del luglio
scorso alla Pisana) le aspettative, non solo dei
leonessani, ne escono ancora una volta mortificate.
"Pretendiamo" - hanno concluso Trancassini e Rauco - "che
il progetto venga approvato, perché la nostra parte nel
cercare una mediazione l'abbiamo fatta accettando anche ciò
che non ci piace, come l'ente parco". Forse l'ora di dare a
questo territorio la possibilità di svilupparsi (con
investimenti per una volta a carico di privati) è veramente
giunta. Senza se e senza ma.
06/12/2007