L'iniziativa ha già provocato
una lettera aperta di Cgil-Cisl-Uil contro il presidente
della Provincia Melilli e il sindaco Emili «rei di non aver
convocato un tavolo di concertazione a tempo debito per
presentare la richiesta alla Regione».
Secondo i
sindacati reatini la costruzione del terzo scalo
aeroportuale è ormai una conquista della Tuscia e la Sabina
è fuori dai giochi.
«A Rieti non dobbiamo mollare - ha
detto l'on. Rositani - grazie a chiari orientamenti
europei la Regione può dotarsi di un terzo aeroporto; tale
opportunità vuole essere utilizzata a causa del
sovraffollamento dell'aeroporto di Fiumicino ed in
particolar modo di quello di Ciampino. Rieti ha le carte
in regola per ospitare la struttura e in caso contrario il
presidente Marrazzo e il Ministero ci devono motivare la
scelta e l'ennesima umiliazione che vogliono infliggere
alle nostre famiglie».
Tutto l'iter è cominciato il 20
marzo scorso, presso la Regione Lazio, quando si è tenuta
una riunione con la partecipazione del ministro Bianchi,
del Governatore Marrazzo, del sindaco di Roma, del
presidente della Provincia di Roma, dell'assessore
regionale ai Trasporti, del Capo di Stato Maggiore, del
presidente dell'Enac, dell' Amministratore Delegato di
Aeroporti di Roma, del Responsabile dell'Area Operativa di
Enav, ed infine dei Presidenti delle Province di Frosinone,
Latina, Viterbo, territori candidati ad ospitare il futuro
aeroporto.
Oggi ci si chiede: perché a tale vertice
istituzionale l'unico Ente assente era la Provincia di
Rieti?
06/11/2007