È questo infatti l'episodio
chiave dell'incontro con i bolognesi, sotto di tre punti,
che beneficiano di un calcio di punizione da posizione
centrale con uno dei loro compagni che necessita delle cure
del medico. Durante il soccorso entra in campo uno dei
giocatori della panchina e consegna la «piazzolla», ovvero
il sostegno in gomma che serve a sollevare l'ovale per
essere calciato, al calciatore Sylvestre, che lo posiziona
sul punto di battuta. Al fischio dell'arbitro che ordina la
ripresa del gioco il mediano d'apertura invece di calciare
apre improvvisamente palla al pilone che schierato all'ala
senza avversari di fronte schiaccia in meta. Ora delle due
l'una: o gli ospiti hanno chiesto di calciare e poi hanno
cambiato, senza poterlo fare, decisione, oppure il
giocatore entrato con la «piazzolla» non avrebbe avuto
motivo di entrare in campo e avrebbe dovuto essere
preventivamente allontanato dall'arbitro, cosa che invece
non è avvenuta. Unica cosa certa è che il signor Mazza di
Napoli ha vissuto una giornata davvero poco felice.
Per
la cronaca, il Viterbo parte in avanti ma solo sul finire
ci pensa Moreno Menghini a sbloccare il risultato e a
portare il Viterbo su un più che meritato 3 a zero. Nella
seconda frazione di gioco cambia completamente il volto
dell'incontro con l'Isa Prime Viterbo che ha tuttavia
ancora un'occasione per allungare, di nuovo vanificata da
uno dei tanti avanti. Le difficoltà in touche, verificatesi
per tutto l'arco dell'incontro, una mischia in difficoltà,
nonostante i cambi, e alcuni placcaggi mancati
sull'apertura avversaria consentono all'Ova Elettronica di
farsi pericolosa fino a segnare la meta del vantaggio al
56'. Il Viterbo non ci sta e si getta disperatamente in
avanti ma è costretta di nuovo a capitolare sette minuti
dopo con gli ospiti che vanno in meta con l'ala
Mini