In effetti,
dopo aver sollevato un caso politico, i soci della
cooperativa che gestisce il fatiscente immobile comunale
hanno ieri prodotto una perizia di parte, secondo la quale
i locali usati per le attività sono agibili. E proprio tale
perizia potrebbe essere il fondamento sul quale si basa la
prossima mossa dell'Arci nella partita «a scacchi»
ingaggiata contro il Comune di Civitavecchia. La strada
intrapresa passerebbe infatti, a detta degli stessi fautori
dell'associazione-cooperativa, quella del ricorso al Tar
contro il sindaco. Intanto, però, sulla struttura sono
stati posti i sigilli da parte dei Vigili Urbani, ieri
giunti sul luogo proprio per ottemperare a quanto disposto
dal provvedimento così lungamente contestato dall'Arci. Al
riguardo, è evidente che difficilmente, a meno di una
eventuale sospensiva disposta del tribunale amministrativo
regionale, i sigilli si romperanno se non per consentire
un'approfondita opera di riqualificazione dell'immobile,
che nel corso del tempo è sprofondato nel degrado fino ad
essere dapprima parzialmente e poi definitivamente
dichiarato inagibile dagli uffici comunali. Comunque, tra
Arci e Pincio il confronto continua anche su un altro
binario, quello del reperimento di una soluzione logistica
alternativa per l'attività dell'associazione. Porro e
Alessio Gatti duri con l'amministrazione: «Provvedimento
grave che dimostra della insensibilità dei padroni del
Pincio».