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Lazio nord

Dopo la speranza del presidente Melilli, bocciata da Marini

L'allargamento della Provincia piace a Perilli e Cicchetti è soddisfatto

Alessandra Pasqualotto
Una provincia che vuole "ridisegnarsi". Se dal Ministero arriva il segnale che "mortifica" le province al di sotto dei 200 mila abitanti, l'input ad unirsi per contare di più giunge tempestivo anche dal consigliere regionale Mario Perilli.

Lo spunto è quello offerto dal presidente Fabio Melilli che alla cerimonia degli ottanta anni della Provincia di Rieti sabato scorso, davanti al presidente del Senato Franco Marini, aveva sottolineato l'importanza di unire al territorio reatino anche la Sabina romana. Un sogno, aveva detto Melilli, da condividere con gli amici della Sabina per tornare a ciò che eravamo. Un disegno che, in quella stessa occasione, non aveva però trovato d'accordo lo stesso Marini che al proposito non era apparso così possibilista. All'attacco è ora tornato Perilli che durante i lavori dell'assemblea pubblica di Talocci, organizzata dal Comitato promotore farense del Partito Democratico, sul tema dell'allargamento ha commentato: «La nostra provincia deve necessariamente ingrandirsi, altrimenti rischia l'estinzione. Sono convinto che la Regione Lazio abbia un forte bisogno di Rieti. Appoggio in pieno le recenti dichiarazioni del presidente Melilli, che sta svolgendo un ottimo lavoro. Dobbiamo puntare ad estendere i nostri confini, cercando di attrarre gli otto comuni della Sabina Romana e i comuni della Valle del Tevere. In questo modo potremmo raggiungere i 200 mila abitanti. È necessario, che la città di Rieti sia aiutata a svolgere in pieno il ruolo di capoluogo, in ciò la nascente esperienza del Pd può risultare determinante». Immediata la replica del «collega» regionale Antonio Cicchetti (An): «Sono sinceramente compiaciuto di vedere Perilli arruolarsi tra coloro che da anni sostengono la necessità dell'allargamento della Provincia di Rieti al fine di ricostituire l'unità culturale delle genti sabine e di irrobustire demograficamente la Provincia. È una mia vecchia battaglia che, mi sembra, incontri sempre nuovi elementi di ragionevolezza. Mi sembra soltanto che con questa legittima aspirazione, il costituendo Partito democratico c'entri come i cavoli a merenda».









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