Lo spunto è quello offerto dal presidente Fabio Melilli che
alla cerimonia degli ottanta anni della Provincia di Rieti
sabato scorso, davanti al presidente del Senato Franco
Marini, aveva sottolineato l'importanza di unire al
territorio reatino anche la Sabina romana. Un sogno, aveva
detto Melilli, da condividere con gli amici della Sabina
per tornare a ciò che eravamo. Un disegno che, in quella
stessa occasione, non aveva però trovato d'accordo lo
stesso Marini che al proposito non era apparso così
possibilista. All'attacco è ora tornato Perilli che
durante i lavori dell'assemblea pubblica di Talocci,
organizzata dal Comitato promotore farense del Partito
Democratico, sul tema dell'allargamento ha commentato: «La
nostra provincia deve necessariamente ingrandirsi,
altrimenti rischia l'estinzione. Sono convinto che la
Regione Lazio abbia un forte bisogno di Rieti. Appoggio in
pieno le recenti dichiarazioni del presidente Melilli, che
sta svolgendo un ottimo lavoro. Dobbiamo puntare ad
estendere i nostri confini, cercando di attrarre gli otto
comuni della Sabina Romana e i comuni della Valle del
Tevere. In questo modo potremmo raggiungere i 200 mila
abitanti. È necessario, che la città di Rieti sia aiutata a
svolgere in pieno il ruolo di capoluogo, in ciò la nascente
esperienza del Pd può risultare determinante». Immediata la
replica del «collega» regionale Antonio Cicchetti (An):
«Sono sinceramente compiaciuto di vedere Perilli arruolarsi
tra coloro che da anni sostengono la necessità
dell'allargamento della Provincia di Rieti al fine di
ricostituire l'unità culturale delle genti sabine e di
irrobustire demograficamente la Provincia. È una mia
vecchia battaglia che, mi sembra, incontri sempre nuovi
elementi di ragionevolezza. Mi sembra soltanto che con
questa legittima aspirazione, il costituendo Partito
democratico c'entri come i cavoli a merenda».