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Lazio nord

Spettacolo tra brividi ed emozioni

di ALESSANDRA PASQUALOTTO È STATO il Baglioni Day, ma anche quello di Rieti che per la prima volta collauda le sue potenzialità e regala la prima di un tour nazionale griffato da uno dei più amati cantanti italiani.

Ed è per Claudio Baglioni, ieri sera in un Palasojourner rivoluzionato negli allestimenti, nelle luci, nei suoni, nelle emozioni, per la tappa numero uno del suo "Tutti qui", che Rieti insieme a tanti fan di tante città italiane, regala un tutto esaurito da brividi. Fuori dai cancelli la gente ha aspettato due ore prima del concerto. Ma per entrare è stato possibile appena mezz'ora prima del concerto per una macchina organizzativa che ad un certo punto si è inceppata. Molti sono arrivati in macchina, molti in camper, altri a piedi. Ad un certo punto, e forse come era nelle previsioni della vigilia, è arrivato lo stop definitivo per televisioni e fotografi. Per i primi non se ne parla più di filmare il concerto, mentre ai secondi è concesso solamente qualche scatto alvolo per le prime due canzoni della serata. Poi tutti fuori per lasciare da parte i ferri del mestiere. Colpa della prima. Alle 21.10 in punto, in mezzo alle luci imponenti, ad un palco che arriva fino all'ex rettangolo di gioco, dove sotto i canestri c'è il parterre destinato a quelli che del concerto e di Baglioni non vogliono perdere né una nota né una mossa, Baglioni si è presentato. Entrata trionfale la sua, da attore navigato, mentre attacca la prima canzone per Rieti: "Tutti qui". Dalla curva si alzano gli striscioni fatti in casa: "Posta ti saluta e ti aspetta", un amarcord che scivola sulle note di tanti altri successi. Uno dopo l'altro. Tocca a "Strada facendo", "Avrai" ed ad un medley con i superclassici "Porta Portese", "Signora Lia" e "A modo mio". In un attimo si arriva a metà concerto. Claudio Baglioni ha infilato uno dopo l'altro i suoi successi, quelli che hanno segnato la storia della musica leggera italiana. Dal palco ha incantato senza avere bisogno di dialogare con il pubblico. Nessuna parola che non sia stata musica e note. Solo canzoni, versi di poesie che generazioni e generazioni recitano oramai a memoria. Due ore e passa senza pause. Il pubblico partecipa fino alla fine, esausto come non è lo neppure Baglioni dopo il concerto. «Uno spettacolo totale - dice all'uscita Carlo - Per intensità, per voce, per scenografia. Baglioni mobilita i sentimenti primitivi. E' uno psicofarmaco collettivo. E' il cantore dell'amore puro. Il mio educatore sentimentale». Emozioni che hanno segnato il Palasojouner. Ma per Rieti il tempo delle emozioni non è ancora finito. Stasera, alle 21 in punto, il tour di Baglioni riparte ancora da qui.









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