Motivo? Il cantante ha trascorso circa tre anni della sua prima infanzia proprio qui, a Posta, tra il 1956 e il 1958 dove suo padre Riccardo, sottufficiale dell'Arma Benemerita, aveva assunto il comando della stazione carabinieri. Le prime, piccole amicizie di Claudio furono quelle con i bambini della famiglia di Carolina Rufini, vicina di casa, della quale la madre Silvia era amica stimata e benvoluta. Un'amicizia che il tempo non ha nemmeno scalfito. È tuttora fortemente sentita sì da mantenere vivo il legame con Posta anche se attualmente Carolina si è trasferita ad Antrodoco dove gestisce il rinomato bar «Rendez Vous». Sovente Baglioni si reca nel locale per una visita alla cara amica di famiglia. Come dimenticare Posta, dunque? Cosi l'artista si è espresso in un'intervista rievocando anche ricordi lontani quando transitava lungo le maestose gole del Velino a Sigillo. A Posta Baglioni ebbe anche i primi rudimenti del sapere. All'età di cinque anni, non potendo ancora accedere alla scuola elementare, fu affidato dai genitori alle cure di una maestra del luogo, ormai scomparsa, per acquisire la preparazione necessaria ad accedere alla seconda classe. In virtù delle sue doti canore, nel 1957 gli si offrì l'opportunità di apparire alla ribalta durante i veglioni di carnevale. In piedi su un tavolino cantò la famosa "Casetta in Canada" accompagnato da una locale orchestrina. Meravigliosi furono i riconoscimenti del talento di un bambino teneramente conclamato prodigioso. Lo ricordano ancora a Posta, commossi, gli ultrasessantenni cosi come ricordano anche il profondo rammarico per il trasferimento altrove della famiglia dovuto ad impegni di servizio del padre. Claudio andò via nel rimpianto generale. Un rammarico che si sta ripetendo in un vespaio di censure, per l'indifferenza che da Posta è stata riservata alla circostanza della presenza di Claudio Baglioni a Rieti. Non sarebbe stato il caso di essere presenti all'evento in qualche modo? L'assenza istituzionale è stata rimpiazzata dall'euforia dei fans di Posta. Ieri sera al PalaSojourner il paese del "primo concerto" lo ha salutato con uno striscione durante il suo ennesimo concerto, ringraziandolo per averlo lui stesso ricordato.