comesto.it e di una linea di abbigliamento denominata per l'appunto «Comesto». Mentre ci racconta la sua storia gli brillano gli occhi e si emoziona ricordando i primi gemiti della sua creatura multimediale. «Tutto ha inizio nel dicembre 2003 - incalza trafelato Astolfi - Leggendo una rivista specializzata che dettagliava su tutte le stranezze che si possono trovare nella rete mi sono convinto a inventare un sito di creatività fotografica dove poter inviare scatti fantasiosi nella proverbiale posa "Come sto": cioè con le braccia distese verso l'esterno». Ma il nostro entusiasta interlocutore non si è certo fermato e sospinto da ambiziosi progetti ha inaugurato un autentico concorso fotografico con annesso un riconoscimento artistico per la fotografia più apprezzata. I termini del regolamento per l'acquisizione dell'ambito primo premio, una macchina fotografica digitale, sono irreprensibili. Il 70% delle votazioni spetta agli utenti del sito mentre il restante 30% è affidato a una giuria di professionisti del settore. «Nei primi sette mesi abbiamo raccolto ben 350 foto - aggiunge, con un velo di austero compiacimento, Astolfi - ad oggi siamo alla seconda edizione del concorso e il nostro sito dal gennaio 2005 conta 400 mila pagine visitate». Con il tempo sono stati affinati molti aspetti inizialmente trascurati. Il sito si è arricchito di nuove pagine diventando inevitabilmente un punto d'incontro per moltissimi avventori della rete. Infatti, accanto ad un forum animatissimo, è stata ideata una sezione specifica per i cortometraggi. Il concorso fotografico ha riscosso sempre maggiore successo e credibilità, di conseguenza i premi sono aumentati di pari passo con la crescente visibilità che il sito ha riscontrato nel tempo. «Abbiamo il nostro sponsor Wall Street Institute che offre un mese di corso online all'utente inscritto più attivo - continua incalzante il nostro - e abbiamo anche promosso l'iniziativa di un Calendario con le fotografie più votate dell'anno». Ma la voracità creativa di Kempes Astolfi non ha freno e quasi di soprassalto viene illuminato dallapossibilità di una nuova avventura imprenditoriale. E così, dopo aver registrato il marchio «Comesto», sul sito e in moltissimi punti vendita si possono acquistare le coloratissime e omonime magliette con il logo della sua idea. In brevissimo tempo la coraggiosa iniziativa viene premiata da un successo del tutto inaspettato. Fioccano richieste da tutta Italia e come se non bastasse vengono avviati contatti con Marsiglia, Tolone e Stoccolma. Alla domanda inevitabile di cosa possa spingere un ragazzo, con un mestiere già ben avviato, a intraprendere strade così affascinanti ma decisamente impegnative, Kempes Astolfi ci risponde con saggezza orientale: «Ricerca di qualcosa di nuovo, desiderio di comunicazione, fantasia e fiducia in se stessi». Ennesima dimostrazione che a volte con poco si può fare molto e che viceversa con molto si può riuscire a fare molto poco. Un monito esteso alle infinite occasioni di crescita per la nostra città. Competenza, intraprendenza, creatività: questo è il metodo Astolfi. Provare per credere.